Carpi sconfitta a Cosenza: Marsura al 90' si fa parare un rigore

26.02.2019 23:21 di Tutto Carpi  articolo letto 39 volte
Carpi sconfitta a Cosenza: Marsura al 90' si fa parare un rigore

Il Carpi perde a Cosenza, nel turno infrasettimanale cadetto. I biancorossi non sono riusciti a sfruttare l’onda lunga del successo in rimonta sullo Spezia.

Se qualcuno ha lo striscione di «Scherzi a parte» è meglio che lo tiri fuori subito. Perché se è un film non fa ridere, se è una piece teatrale va licenziato subito lo sceneggiatore e se fossimo in un’aula di tribunale per gli imputati ci sarebbe l’infermità mentale. Questa volta - riporta il Resto del Carlino - il Carpi riesce e regalare tre punti e la salvezza anticipata al Cosenza, sprecando nei 90’ del San Vito-Marulla tutto quello che non è concesso sprecare probabilmente in un girone intero.

Volete l’elenco? Arrighini a 5’ dalla fine del primo tempo, col Cosenza avanti dopo l’ennesimo «buco» della difesa biancorossa, calcia fuori davanti a Perina che era già andato a terra dall’altra parte. Piscitella, liberato da Mustacchio, si presenta a metà ripresa sul dischetto senza avversari intorno, fa sedere il portiere e poi gli appoggia la palla in mano. E poi al 95’, quando Poli si procura il rigore per un mani netto di Sciaudone in area, arriva la solita tragicomica farsa del calcio di rigore. Vado io. No vai tu che è meglio. Coulibaly prende la palla, Marsura gliela toglie di mano. E poi l’ex veneziano di piatto mette una «mozzarella» fiappa in mano a Perina che quasi se la ride a terra, sommerso dai compagni. Un tiro centrale che forse fa suonare il game over in casa biancorossa, col Crotone che batte il Palermo e rimanda la squadra di Castori al penultimo posto solitario. E’ il quarto rigore fallito sui 5 calciati, con 4 tiratori diversi (Jelenic, Vitale, Arrighini e Marsura), tutti decisivi, con 5 punti lasciati per strada in modo inconcepibile che ora farebbero guardare la classifica con occhi diversi. Fa male dirlo, ma questa squadra merita la C perché sta dimostrando, di gara in gara, che vuole andare in C.

Con queste premesse sembra anche pleonastico raccontare la gara. Castori reinserisce a sorpresa in difesa Pezzi, disastroso nelle ultime due gare con Verona e Brescia, e l’ex Cittadella non si smentisce. La sua ennesima indecisione al 10’, dopo la svirgolata di Poli, lancia subito in porta Baez che però manda clamorosamente sul palo davanti a Piscitelli. La girata alta di Coulibaly e quella di Sabbione su corner sono le uniche occasioni biancorosse per oltre un’ora. La gara la fa il Cosenza, che chiama Piscitelli alla parata prima su Sciaudone e poi sulla mezza rovesciata di Tutino. Poi è ancora una giocata da Carpi a ferire a morte i biancorossi. Baez spara lungo dalla sua trequarti, Tutino scatta sul filo al fianco di Poli e stavolta davanti a Piscitelli lo trafigge in uscita. Il gol cambia l’atteggiamento del Carpi che deve fare qualcosa di più. Il pari sarebbe anche cosa fatta quando Coulibaly pesca magnificamente Arrighini fra i due centrali calabresi, ma l’attaccante davanti a Perina manda clamorosamente fuori, confermando che il gol (uno su azione in 25 gare, lontano 5 mesi) non è proprio il suo mestiere.

Nella ripresa Castori mette (finalmente) Mustacchio e perde l’infortunato Pachonik. A parte un tiro di Sciaudone in avvio parato in bagher, il Cosenza si limita a contenere. Tanto ci pensa il Carpi a farsi male da solo. Marsura ci prova di testa, poi Piscitella la mette in mano a Perina da un metro. Entra anche Vano, che per due volte mette Arrighini in area senza che il compagno trovi il guizzo. Braglia deve difendersi a 5, ma nel finale Poli si procura il rigore. Ci pensa Marsura dal dischetto a ribadire che il Carpi è destinato alla C.