Amarcord Carpi, Kabine: "Non dimenticherò mai quel mio gol a Lecce..."

17.06.2020 13:38 di Tutto Carpi   Vedi letture
© foto di Marco Farinazzo/TuttoLegaPro.com
Amarcord Carpi, Kabine: "Non dimenticherò mai quel mio gol a Lecce..."

Sette anni fa Mehdi Kabine cambiava la storia del Carpi. Match winner nella finale d'andata dei playoff contro il Lecce, l'attaccante concesse il bis il 16 giugno del 2013, siglando la rete del pareggio al via del Mare che spalancò ai biancorossi le porte della Serie B per la prima volta. Da allora la sua carriera ha assunto una traiettoria completamente diversa rispetto a quella degli emiliani ma la memoria dell'impresa di Lecce è ancora viva: "Siamo arrivati a quella stagione dopo una finale playoff persa l'anno prima contro la Pro Vercelli, era il periodo in cui c'è stato il terremoto in Emilia e avevamo vissuto due settimane d'inferno, sia noi che i nostri tifosi - racconta Kabine a TuttoC.com - L'anno seguente ci siamo ripetuti, contro tutti i pronostici perché in quel girone c'erano squadre fortissime come Trapani e Lecce. Soprattutto i giallorossi, che l'anno precedente giocavano in Serie A ed avevano mantenuto parte della rosa nonostante il doppio salto indietro di categoria, in più avevano giovani di livello come Falco e Chiricò, che hanno dimostrato negli anni di essere giocatori importanti. Noi siamo partiti abbastanza bene in campionato, avevamo chiuso secondi al giro di boa, poi siamo incappati in una serie di risultati negativi e l'arrivo di mister Brini ha dato la scossa decisiva a tutta la squadra tanto che chiudemmo la stagione regolare in crescendo".

Dopo la rete del pareggio a Lecce hai esultato ma quasi con moderazione, come se non ti fossi nemmeno reso conto in quel momento dell'importanza del gol
"Per è stata fu una stagione particolare perché a gennaio il direttore Giuntoli voleva mandarmi in prestito. Io ho tenuto duro perché il gruppo era fantastico e volevo continuare a farne parte fino alla fine, pur sapendo che nel girone di ritorno avrei giocato meno. Alla fine i miei sacrifici sono stati ripagati perché segnai sia all'andata che al ritorno col Lecce, tra l'altro sempre con lo stesso numero di maglia e sempre nello stesso minuto. Ricordo che la settimana prima di giocare al via del Mare eravamo molto tesi perché sapevamo che ci sarebbe stato da soffrire molto per difendere il gol di vantaggio, invece dopo due minuti arrivò il gol di Bogliacino e lì abbiamo temuto seriamente di venire travolti. Fortunatamente eravamo una squadra molto pratica e soprattutto in grande condizione fisica e questo ci ha permesso di uscire fuori alla distanza mentre il Lecce aveva qualità tecniche elevatissime ma fisicamente ha pagato dazio alla distanza. Una delle cose che mi sono rimaste impresse di quella giornata è stato l'applauso dei tifosi giallorossi quando siamo usciti dal campo, dopo la contestazione molto dura contro la loro squadra, hanno riconosciuto il valore della nostra impresa ed è stato davvero un bel gesto." 

Sette anni fa sei entrato nella storia del Carpi ma poi, di fatto, dopo Lecce si è conclusa la tua carriera da professionista in Italia. Ti aspettavi maggiore considerazione? 
"Tanti ragazzi di quel Carpi ancora oggi mi ringraziano per quei gol, perché hanno dato il via ad un percorso importante da parte dei biancorossi e hanno permesso anche a loro di fare un certo tipo di carriera. Alcuni di loro giocano in B, altri come Gagliolo sono arrivati in Serie A e mi domandano come mai io non sia lì con loro. Per quanto riguarda me, io dico sempre che ognuno ha ciò che si merita. Mi sarebbe piaciuto avere una chance ma questo non è successo e, anche se sono rimasto molto deluso da alcune dinamiche, non voglio dare addosso ad un mondo, quello del calcio, che mi ha dato da mangiare nel corso della mia carriera. Da alcuni anni a questa parte ho fatto una scelta di vita e sono sceso in D, una categoria in cui mi sono tolto diverse soddisfazioni tra campionati e coppe vinte."

Come sette anni fa, il Carpi si presenta ai playoff con buone chance ma la favorita è una pugliese, stavolta il Bari. Ce la può fare?
"Il Bari non so cosa ci faccia in questa categoria e per me è la favorita, però il calcio è sempre indecifrabile. A maggior ragione stavolta, visto che i playoff arrivano dopo una sosta forzata molto lunga e soprattutto si giocheranno a porte chiuse, elemento da non sottovalutare soprattutto per il Bari, che perde la spinta importante che gli avrebbe potuto dare il suo pubblico. L'aspetto mentale sarà determinante e le società dovranno essere brave a chiudere in una campana di vetro le squadre per isolarle da tutto il circo mediatico che in queste ultime settimane ha dato vita a polemiche e dibattiti che alla lunga potrebbero anche distrarre i giocatori dall'obiettivo".